Tullio Crali

CATEGORIA ARTISTICA: Pittura

BIOGRAFIA

1910 – 1924 Tullio Crali nasce nel 1910 a Igalo, nell’attuale Repubblica del Montenegro, terra degli antenati materni, durante un breve viaggio di lavoro del padre, geometra di origine dalmata incaricato di eseguire i rilievi delle coste del fiordo. Ha soli pochi giorni quando, con la sua famiglia, si trasferisce a Zara, dove rimane fino all’età di dodici anni. Scriverà più tardi: ”di allora non mi è rimasto che un fagotto di stupori, curiosità, scoperte, sogni, incomprensioni.” Nel 1919 contempla per ore un idrovolante ammarato davanti alla sua casa; da questo primo incontro nascerà la sua passione per l’aeroplano, che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1922 si trasferisce a Gorizia, in una casa di piazza Vittoria. Frequenta l’Istituto Tecnico dove è allievo della sorella di Scipio Slataper, insegnante di Lettere.

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Nelle mie aeropitture c’è sempre quell’orizzonte marino che da ragazzo portai via con me quando lasciai Zara affondare nella nostalgia.
Quaderno n. 28, UN GIORNO, 1985, “Aeropittura”

APPROFONDIMENTI

Sgombrato il campo dai condizionamenti ideologici che per troppo tempo hanno confinato l’arte italiana degli anni Venti e Trenta del Novecento al margine degli studi, con il passare dei decenni un maggiore distacco rispetto agli eventi del ventennio consente oggi di guardare con relativa obiettività ai fatti artistici che hanno animato la scena italiana. Le recenti mostre dedicate all’arte fra le due guerre organizzate a Firenze e a Forlì, hanno contribuito a chiarire in modo definitivo il ruolo svolto dalla committenza pubblica e privata, dalle manifestazioni espositive organizzate in Italia e all’estero a favore degli artisti contemporanei. Come scrive Antonio Paolucci nel presentare la rassegna forlivese “…due miti occupano l’immaginario degli italiani fra gli anni Venti e Trenta del secolo e, abilmente sfruttati dalla propaganda, diventano comune sentire. Uno è quello della conquista della terra, del “posto al sole” strappato agli acquitrini dell’ Agro Pontino, ma anche alleambe etiopiche e alle dune sabbiose della Libia: l’altro è il primato della tecnica che, negli anni delle transvolate atlantiche ha nell’aereoplano il suo simbolo”. La risonanza internazionale dei lunghi voli transoceanici di Italo Balbo, vero cavaliere dell’aria, i progressi compiuti grazie all’ingegneria italiana nel campo del volo a reazione per merito del marchigiano Luigi Stipa, hanno concorso ad alimentare nell’opinione pubblica un interesse inedito per l’aereoplano e per il volo, un settore nel quale l’Italia poteva vantare in quegli anni un indiscusso primato internazionale. Persino fra i protagonisti dei romanzi rosa, divorati dalle lettrici di ogni ceto sociale, la figura dell’aviatore prendeva sempre più piede, sostituendosi a quella dell’aristocratico, del latifondista o del magnate. Gabriele d’Annunzio, artefice di grandi imprese aeree ed autore di vari testi dedicati al volo, coniava per la più fortunata autrice di testi rosa, Amalia Cambiaso Negretti, il nome de plumedi Liala, proprio per richiamare il mondo aviatorio che la scrittrice ben conosceva. Oltre al patrimonio artistico e al primato culturale che le derivava dall’essere stata la culla della civiltà romana, l’Italia poteva andare orgogliosa di essere una delle nazioni più progredite nel campo aereonautico: era dunque naturale che il tema del volo così universalmente apprezzato, approdasse anche nel mondo dell’arte, dando vita ad un movimento artistico che coniuga il Futurismo all’aereoplano. Nel settembre del 1929 Filippo Tommaso Marinetti pubblicava sulla “Gazzetta del Popolo” un’articolo dal titolo “Prospettiva del volo e aereopittura” gettando le basi per il manifesto programmatico apparso nel 1931, sottoscritto anche da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Tato e Prampolini: quest’ultimo, in una intervista rilasciata nel 1929 in occasione della seconda mostra del gruppo “Novecento”, aveva stigmatizzato l’orientamento perseguito da Margherita Sarfatti in termini molto espliciti: “….per me non esiste un movimento del Novecento. Non c’è che un movimento ed è il Futurismo”. L’averlo mantenuto in vita è stato uno dei principali meriti di Marinetti che, proponendosi nella veste inedita di talent scout delle giovani promesse dell’arte provenienti dalla provincia, grazie ad una rete di esposizionilocali e nazionali, seppe alimentare la sua creatura con nuovi innesti di forze giovanili. Un esempio della sua indefessa capacità organizzativa ci viene proprio dalla realtà maceratese, certo ben nota a Tullio Crali, dove nel 1922 il giovanissimo Ivo Pannaggi organizzava una esposizione futurista presso il Convitto Nazionale: il catalogo si fregiava del motto: “Marciare non marcire” e presentava opere di Balla, Depero, Prampolini, Boccioni e Sironi. Grazie a questa iniziativa sostenutain prima persona dallo stesso Marinetti, si sviluppò a Macerata un folto gruppo di giovani futuristi oggetto di un attento studio da parte di Anna Caterina Toni.Come si è detto, l’articolo di Marinetti apparso sulla “Gazzetta del Popolo” già conteneva gli assunti che saranno alla base del Manifesto dell’aeropittura futurista(1931), seguito pochi mesi più tardi da un sorprendente manifesto dell’arte sacra futurista. Sono questi gli anni in cui Tullio Crali, appena ventenne, compie le proprie scelte artistiche rivelando una passione per il volo che aveva radici lontane: giàa nove anni, a Zara, era rimasto infatti colpito dalla visione di un idrovolante che dondolava sulle rive del mare. Nel 1928 Crali riceveva il suo battesimo dell’aria, provando per la prima volta la vertigine e l’incanto che derivano dal vincerela forza di gravità, consentendo di ammirare il mondo da inedite angolazioni. Nascono da questa prima suggestione gli aerodisegni del 1929, caratterizzati da un interpretazione dinamica delle forme aeree e dei panorami che spesso includono al loro interno ingranaggi di motore, bussole, carte di volo e sigle numeriche che distinguono i vari veivoli. Da allora in poi Crali ha maturato una grande esperienza nel campo aereonautico, frequentando come pilota le aviosuperfici del secondo conflitto mondiale e praticando il volo acrobatico, esperienze esaltanti dalle quali sortisce il dipinto più noto di Crali “Incuneandosi nell’abitato” (1939). Proprio nell’estate del 1938 era stata organizzata una singolare iniziativa, la “Mostra Nazionale Viaggiante di Aeropittura” che aveva portato negli aereoporti del litorale adriatico le opere dei maggiori esponenti del movimento futurista: l’esposizione, chiusasi a Rimini, fece tappa anche a Falconara in occasione della “Giornata dell’Ala”. Nel piccolo aereoporto militare marchigiano furono presentate le opere di Monachesi, Tano, Dottori, Di Bosco, Korompaj, Mariani, delle pittrici Leandra Angelucci e Magda Falchetto nonché di Folin, Montanari, Bravi, Alberti, Massetani e Peschi. Le musiche composte dagli aereomusicisti Chesimò e Ermete Budorini completavano la kermesse artistica e le loro composizioni richiamavano già nei titoli il mito del volo: “Respirare il mare volando”, “Spiritualità aerea”, “Ala spaziale”. La scelta di campo operata da Crali conserva una sua coerenza anche nei decenni successivi al conflitto, quando l’artista soggiorna lungamente a Parigi e in Egitto, chiamato a dirigere la Scuola Internazionale Italiana del Cairo: ovunque si trovi, il pittore continua instancabilmente a testimoniare la sua adesione al Futurismo, non soltanto attraverso le proprie opere, ma anche con l’organizzazione di incontri e di conferenze dedicate a Marinetti, del quale è ormai rimasto l’unico seguace ancora in attività. L’aprirsi negli anni Sessanta della lunga stagione dei viaggi interplanetari e della gara russo-americana per il primato nello spazio, sembra dare nuovo vigore alla sua passione per l’aereopittura: le opere a inchiostro e tempera intitolate significativamente “Cosmica”, risalente al biennio 1964-1966, sembrano riferisi alle visuali planetarie che gli astronauti potevano ammirare dagli oblò delle navicelle che avevano ormai sostituito i velivoli di antica generazione. Sensazioni confermate dalle opere “Rientro nello spazio” e “Vento divino” del 1969, nelle quali la terra si allontana sempre di più dall’inquadratura del dipinto e prevale l’impressione di un vuoto d’aria che risucchia i piloti in un’assenza di gravità eccitante. La nuova stagione di studi sull’arte futurista, inaugurata dalla mostra “Futurismo e Futurismi” allestita a Venezia a Palazzo Grassi nel 1986, vede Tullio Crali ancora presente sulla scena artistica italiana ed internazionale: a Zurigo in occasione della inaugurazione della mostra “Moda controcorrente” viene salutato con uno scrosciante applauso da parte del pubblico che lo identifica come l’unico artista superstite tra quelli ospiti in quella rassegna. Gratificato dalla esposizione di duecento dei suoi dipinti presso il MART di Rovereto nel 1994, Tullio Crali si spegne nel 2000 a novant’anni, pago di aver assaporato, sia pure soltanto per pochi mesi, l’ebrezza di vivere nel terzo millennio, carico diaspettative nel campo della comunicazione e della tecnologia.

BIOGRAFIA
1910 – 1924 Tullio Crali nasce nel 1910 a Igalo, nell’attuale Repubblica del Montenegro, terra degli antenati materni, durante un breve viaggio di lavoro del padre, geometra di origine dalmata incaricato di eseguire i rilievi delle coste del fiordo. Ha soli pochi giorni quando, con la sua famiglia, si trasferisce a Zara, dove rimane fino all’età di dodici anni. Scriverà più tardi: ”di allora non mi è rimasto che un fagotto di stupori, curiosità, scoperte, sogni, incomprensioni.” Nel 1919 contempla per ore un idrovolante ammarato davanti alla sua casa; da questo primo incontro nascerà la sua passione per l’aeroplano, che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1922 si trasferisce a Gorizia, in una casa di piazza Vittoria. Frequenta l’Istituto Tecnico dove è allievo della sorella di Scipio Slataper, insegnante di Lettere.

1925 A quindici anni, sulle pagine del “Mattino illustrato” di Napoli, scopre l’esistenza del Futurismo, movimento al quale rimarrà legato per tutta la sua carriera artistica. Dipinge i suoi primi acquerelli, caratterizzati da immagini stilizzate e astratte e intersezioni ispirate ai maestri futuristi. Firma queste aspirazioni giovanili con lo pseudonimo di “Balzo Fiamma”.

1926 Nella bottega del “vecio Logar” acquista, scambiandoli con i libri della biblioteca paterna e con i propri testi scolastici, alcuni libri futuristi di Marinetti, Boccioni, Russolo, Soffici e altri. Risale a questa data Autocorsa, il primo quadro futurista dipinto da Crali usando colori ad olio preparati personalmente.

1927 Grazie ai fratelli Cossar di Gorizia conosce la rivista “Noi” di Prampolini; ammira il dinamismo plastico di Boccioni; l’astrazione di Balla, il lirismo formale di Prampolini, i pupazzi di Depero, ma un avvenimento lo aiuta a trovare la sua strada personale: il volo transoceanico di Lindbergh, che alimenta il suo interesse per gli aeroplani e lo ispira artisticamente.

1928 Frequenta la bottega “sior Clemente”, intagliatore, doratore, corniciaio, che gli prepara i cartoni e gli fa conoscere gli artisti goriziani De Finetti, Melius, Gorsè e Del Neri. Si reca spesso nel campo dell’aviazione di Merna, dove inizia a copiare gli aeroplani e compie il suo primo volo su di un piccolo idrovolante raggiungendo l’Istria. Quest’esperienza, dichiara: “colmò tutta la mia avidità di 132 vedere, sentire, conoscere: l’ondata del decollo, la voce prepotente dei motori, l’intransigenza dell’elica, la sorpresa della sospensione a cento, cinquecento, millemetri sul mare, l’ubbidienza dei comandi, l’indisciplina della vora, vuoti, impenna, tutto era meraviglioso e quando mi trovai a terra era come se m’avessero derubato”.

1929 Nell’anno che sancisce la nascita ufficiale dell’Aeropittura, Crali stringe contatti con Marinetti ed entra nel Movimento Futurista. Conosce Sofronio Pocarini –fondatore, nel 1919, del Movimento Futurista Giuliano– che lo fa esporre alla II Mostra Goriziana d’Arte. Dipinge Squadriglia aerea e Duello aereo.

1930 Scrive sintesi teatrali e crea scenografie. Con il poeta Gian Giacomo Menon, conosciuto l’anno prima, mette in scena Delitto azzurro al Teatro Petrarca, dove entrambi svolgono il ruolo di regista e attore. Affascinato dai progetti di Sant’Elia, disegna architetture futuriste; entra in contatto con i futuristi Cangiullo, Janelli, Dormal, Farfa e Fillia ed espone alla Mostra Universitaria Triveneta di Treviso opere come Bombardamento notturno, Tango e Aeroporto.

1931 A Trieste incontra per la prima volta Marinetti, al quale lo legherà sempre un sentimento di grande ammirazione e affetto. Realizza composizioni polimateriche a soggetto cosmico e bozzetti di scenografie per le sue sintesi teatrali. E’ questo un anno molto intenso per quanto riguarda l’attività espositiva di Crali. C.M. Dormallo lo invita ad esporre a Padova alla mostra “Sette futuristi padovani”, che sarà presentata anche a Trieste (arricchita dei quadri presentati alla prima mostra di Aeropittura, tenutasi a Roma) e a Gorizia, integrata dalla prima mostra personale di Crali. Su invito di Prampolini partecipa alla I Mostra d’Arte Coloniale a Roma. Nello stesso anno espone anche a Trieste alla “Mostra d’Avanguardia” organizzata da Manlio Malabotta, alla Galleria di Pesaro di Milano, e alla prima “Mostra di Aeropittura” all’estero presentata Parigi, Bruxelles, Atene e Vienna.

1932 Entra in contatto con Marasco, Tato, V.Marchi, A.G. Bragaglia, Depero,Russolo e frequenta lo studio di Balla. Espone in varie mostre futuriste a Padova,Torino, Trento, Piacenza, Roma e Gorizia. Consegue il diploma di maturità artistica all’Accademia di Venezia. Realizza cartelloni pubblicitari e bozzetti di moda futurista.

1933 Partecipa alla Mostra futurista di Scenotecnica e cinematografia a Roma. 133 Interviene al Congresso Futurista di Milano con una relazione su “L’uomo e la macchina”.

1934 Avvertito da Marinetti di preparare un’aeropittura importante per la Biennale di Venezia, dipinge Rivoluzione di mondi, ma, scontento del risultato, distrugge l’opera subito dopo l’esposizione. E’ presente alla I Mostra di Plastica Murale a Genova con un progetto di decorazione polimaterica per aeroporto.

1935 Espone alla mostra di aeropittura alla Kulturbund di Vienna e alla II Quadriennale di Roma, dove presenta l’opera “Uomo e cosmo”.

1936 E’ nuovamente presente alla Biennale di Venezia con le opere “I sommersi”, “Gli aeronauti”, “I naviganti”, che segnano il raggiungimento della sua maturità stilistica. Con Dottori e Prampolini espone alla Mostra Internazionale d’Arte Sportiva organizzata in occasione delle Olimpiadi di Berlino. Firma il Manifesto di Plastica Murale con Marinetti, Prampolini, Tato, Dottori, Ambrosi, Diulgheroff, Voltolina e altri. Frequenta la Scuola Ufficiali di Artiglieria di Moncalieri; durante questo soggiorno piemontese fa visita, a Torino, a Luigi Spazzapan.

1937 Prende servizio in una caserma di Rovigo, dove dipinge una serie di quadri ispirati ai Fiori del male di Baudelaire. Progetta il Sacrario ai Caduti di Gorizia, realizzato dall’ingegner Casasola. Partecipa ad una mostra di aeropittura a Roma ed espone un polittico a quattro ante dedicato alla conquista dell’Abissinia alla III Mostra Sindacale della Dalmazia a Zara.

1938 Declama poesie futuristiche di Marinetti. Partecipa ad una mostra di Aeropittura a Torino alla XXI Biennale di Venezia, dove frequenta Marinetti, Balla e Govoni. Il presidente dell’Ala Littoria, il colonnello Umberto Klinger gli concede un “volo gratuito per ragioni d’arte” su tutte le linee della compagnia.

1939 Rientrato a Gorizia, frequenta l’aeroporto di Merna dove il maggiore Ernesto Botto gli concede di volare sulle sue carlinghe da caccia per “derubare il cielo di tutti i suoi acrobatismi fuori orizzonte”. Nascono, da quest’esperienza, dipinti come Looping, Tonneau, Scivolata d’ala, A foglia morta, Looping rovesciato, In candela ecc.., che espone alla III Quadriennale romana. Presso la sede del 134 Circolo Professionisti e Artisti di Gorizia, organizza una serata futuristica con Marinetti, che nel suo discorso afferma: “Crali fra gli artisti italiani e stranieri si può considerare il più grande aeropittore del momento. Ho il piacere di esaltarlo in questa città dove lavora la quale deve essere orgogliosa d’annoverarlo tra i suoi cittadini. La sua coscienza e serietà nel lavoro è una virtù rara nei pittori d’oggi. Mi ha sempre impressionato nelle sue opere la drammaticità dell’espressione la purezza della composizione, la straordinaria sensibilità coloristica. Dei suoi quadri che ho presentato nell’ultima Biennale ricordo Incuneandosi nell’abitato ove è reso mirabile lo sviluppo delle forze e dei colori, la fantasmagoria di prospettive in velocità. Bisognava essere a Roma alla Quadriennale e vedere gli aviatori a grappoli davanti ai suoi quadri: essi vi riconoscevano ammirati e commossi le loro sensazioni”.

1940 Viene allestita a Gorizia una sua mostra personale di opere aeropittore, dedicata al maggiore pilota E. Botto e da lui inaugurata. Tiene una mostra personale alla XXII Biennale di Venezia, dopo quelle di Prampolini e di Depero nel 1932, che ottiene un grande successo di critica e di pubblico. Richiamato alle armi destinato all’Ufficio Osservazione II Armata di Idria. Durante una licenza sposa Ada Savelli, futura interprete del film di Olmi “La circostanza”.

1941 Scoppiata la guerra con la Jugoslavia, è in prima linea a Circhina. Entra in contatto con i pittori e musicisti di Lubiana. Con Marinetti organizza una serata futurista al Circolo Artistico di Trieste.

1942 Organizza serate futuriste di poesia, musica e pittura a Udine, Gorizia e Trieste, dove legge il manifesto intitolato “Illuminismo plastico di guerra e perfezionamento della terra”, redatto assieme a Marinetti. Partecipa alla XXIII Biennale di Venezia con il dipinto Battaglia danzata di paracadutisti, che viene premiato dal Ministero della Cultura. La Galleria d’Arte Moderna di Roma acquista il quadro Paracadutisti.

1943 E’ trasferito al Centro Mascheratori di Civitavecchia dove sperimenta un nuovo tipo di mimetizzazione per aerei e mezzi bellici da deserto. Passato nel corpo dell’Aeronautica, è impegnato nelle operazioni belliche. Espone sei aeropitture alla IV Quadriennale di Roma. Partecipa alla Mostra d’Arte Aeronautica di Roma e riceve l’incarico di progettare la sala Aeronautica per l’E42. Ritorna a Gorizia.

1944 Nasce il figlio Massimo. Partecipa al Convegno dei Futuristi a Venezia dove mostra a Marinetti la bozza del suo manifesto “Parole musicali dell’alfabeto in libertà”. A Gorizia organizza raduni di poesia.

1945 Nonostante la guerra, prepara altri cinque raduni di poesia futurista. I suoi interventi trattano temi come “Impressionismo e Futurismo”, ”Espressionismo e Aeropittura”, “A tu per tu con l’arte moderna”, “L’architettura di Sant’Elia”. Alla fine della guerra, accusato di aver organizzato i Raduni di Poesia, viene deportato dalla polizia di Tito e incarcerato per quarantacinque giorni, dapprima nel Castello di Idria e poi in una caserma di Aidussina.

1946 Per sei mesi è nominato preside del Liceo Scientifico. Organizza il “Premio Dama Bianca” di pittura e poesia a Torino.

1947 Attraversa un periodo difficile, che impone una svolta stilistica alla sua arte. Scrive, infatti, “I disegni della deportazione, che per non consumare il mozzicone di matita, erano di sola linea, senza chiaroscuro, hanno determinato a dare una nuova impronta al mio segno. Capisco di seguire lo stesso solco tracciato da Modigliani, Picasso, Matisse. Scopro che ciò mi porta all’essenziale. Il disegno si allontana dalla verosimiglianza per dare all’immagine il segno dell’esistenza”. Commemora Marinetti ai Convegni d’Arte di Palazzo Attems di Gorizia. Tiene conferenze sul Futurismo e sull’Aeropittura a Torino e a Udine.

1948 Compie un suggestivo volo, fino a cinquemila metri, con i paracadutisti per un lancio dimostrativo sul cielo di Torino. Espone alla V Quadriennale di Roma.

1949 Parla di poesia futurista e commemora Marinetti alla Sala Vigliardi di Torino. Decora l’Ospizio Marino di Grado.

1950 Partecipa ad una riunione di Futuristi a Milano, dove contesta il progetto di Benedetta Marinetti di storicizzare il Futurismo. Alla Galleria Bergamini di Milano tiene una personale e organizza una serata di poesia futurista con Scurto. Gli viene assegnata una cattedra al Lycèe Italien di Parigi. Qualche mese più tardi parla per la prima volta alla Sorbona di Marinetti e di letteratura futurista.

1951 Visita i musei parigini e riempie i suoi cahiers di note, schizzi e scritti e tiene delle conferenze sul Futurismo e l’Aeropittura. Partecipa con i cinquanta pittori italiani alla grande mostra Jeune Peinture Italienne alla Galerie La Boètie di Parigi e, di seguito, allestisce una personale alla Galerie Quai Voltaire.

1952 Espone più volte in Italia, dove partecipa al Premio Parigi di Cortina,alla Mostra Nazionale Futurista di Bologna e alla Mostra d’Arte ispirata al volo di Roma. Visita la costa bretone e ne rimane affascinato; da questa esperienza nascerà più tardi l’idea delle “sassintesi“.

1953 Incontra Villon, Zadkine, Severini, Magnelli e Campigli. Invitato a partecipare alla Mostra del Gioiello Firmato alla Galleria Montenapoleone di Milano, crea un Aerogioiello. Espone a Venezia, a Trieste, e alla X Biennale degli artisti Triveneti di Padova.

1954 Partecipa al premio Modigliani di Viareggio e tiene una mostra personale alla Galleria Montenapoleone di Milano. Scrivono di lui Buzzi, Mazza, Pica, Marussi e Nebbia.

1955 Espone Strutture aeronautiche alla mostra Artistes Entrangers en France al Petit Palais di Parigi e tiene una personale alla Galerie Suillerot. Incontra Prevert e scopre di abitare nel suo stesso palazzo, a Bld. Du Temple.

1956 Rientrato in Francia da un viaggio a Londra, si reca con la moglie e il figlio al castello di Fontainebleau e scopre dei calchi preistorici in seguito esposti al Musèe del’Homme.

1957 A. Selvi, da New York, chiede a Crali di illustrare il suo libro “Folkloreof Other Lands”. Viene anche incaricato di eseguire una decorazione murale al Comando Marittimo di Augusta.
1958 Raccoglie silici sulle coste bretoni e realizza le prime composizioni litiche. Realizza l’opera aeropittorica Picchiata, cabrata, il primo di una serie di quadri tridimensionali, prima costruiti e poi dipinti.

1959 Lascia Parigi e si stabilisce a Milano. Si reca a Zurigo ad eseguire delle litografie per “l’Arta” di Herr Grossenbacher, ma questa tecnica gli è poco congeniale, visti i tempi necessari prima di vedere il risultato finale. Partecipa con l’opera Sottomarino, del 1930, alla mostra Quaranta futuristi alla Galleria Tondelli di Milano. Scrive il Manifesto della Sassintesi.

1960 Alla Galleria Comunale di Trieste allestisce una piccola antologia con i lavori dal 1930 all’Aeropittura, fino alle opere del periodo parigino.

1961 A Milano, alla Galleria Minima di Tonitelli, allestisce la sua prima mostra di Sassintesi, che suscita l’interesse di critici e artisti, tra i quali Fontana, Munari, Dottori e il giapponese Azuma.

1962 Si trasferisce al Cairo dove, invitato dal Ministero degli esteri, dirige la sezione di pittura della Scuola d’Arte Italiana, apportando sostanziali rinnovamenti nell’impostazione didattica.

1963 Espone alla Galleria Akhenon e al Salon del Cairo. Compie un suggestivo volo sulla Nubia,da Assuan ad Abu Simbel; il rientro al Cairo gli ispira il dipinto in fase di atterraggio.

1964 Espone a XL Salon del Cairo, dove le sue opere vengono premiate con la medaglia d’argento della Direzione Belle Arti. Si reca spesso a raccogliere pezzi di silice nel deserto e coralli sulle coste del Mar Rosso.

1965 Compie dei viaggi in Nubia, Libano, Siria, Giordania e Turchia. Espone al XXXI Salon del Cairo e tiene una conferenza su Marinetti all’Istituto di cultura.
1966 Radio Cairo accoglie la sua proposta di commemorare i poeti italiani d’Egitto, Marinetti, Ungaretti e Pea, in un ciclo di 14 trasmissioni.

1967 Allestisce una mostra personale al Circolo Galileo di Piombino. Il Lions 138 Club di Latina, in occasione del XXXV anniversario della fondazione di Littoria, organizza una mostra personale di Crali e una conferenza su Marinetti, il Futurismo e l’Aeropittura.

1968 Partecipa, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla mostra “Arti figurative e Architettura della Venezia Giulia e Tridentina”. Compie un viaggio in Dalmazia, per ritrovare i luoghi della sua infanzia.

1969 E’ presente, a Trieste, alla mostra documentaria sul Futurismo giuliano organizzata dalla Biblioteca Popolare. Partecipa alla mostra documentaria dal titolo “Marinetti e il Futurismo” promossa dalla Biblioteca Sormani di Milano, dove declama poesie di Marinetti. Tiene una personale alla Gallerie 1+1 di Padova; Commemora Sofronio Pocarini, fondatore del Movimento futurista giuliano, sulla rivista “Iniziativa isontina” di Gorizia.

1970 Allestisce una sala personale alla mostra Quindici futuristi a Prato.Collabora con Palazzoli e Passoni alla realizzazione di una mostra di Aeropittura alla Galleria Blu di Milano. Declama poesie di Fortunato Depero in occasione della serata inaugurale della mostra sul pittore trentino, organizzata da BrunoPassamani a Bassano del Grappa. La serata viene ripetuta a Rovereto, città natale di Depero, dove Crali rende omaggio all’amico con una mostra personale allestita alla Galleria Pancheri.

1971 La Galleria Tribbio di Trieste ospita una mostra di Sassintesi e Cosmiche, mentre la Galleria Borgonuovo di Milano ospita una sua antologica. E’ presente alla Rassegna futurista della Galleria Schettini di Milano, alla Collettiva futurista di “Vivolo due” di Genova, che nello stesso anno ospiterà anche una personale di Crali, e alla Mostra d’Arte Aeronautica di Roma.

1972 A Milano tiene una conferenza al Circolo Sociologico Zenit e un’altra all’Accademia di Brera. Allestisce una mostra antologica di aeropittura alla Galleria Pinacoteca di Roma.

1973 Presenta a Verona una mostra personale alla Galleria Ghelfi ed espone una trentina di aeropitture alla Galleria Giraldi di Livorno.

1974 Espone opere grafiche al Circolo Artistico di Bologna. Il Centro Internazionale di Cultura di Asiago inaugura l’attività con una sua mostra personale. Interviene ad una tavola rotonda sul Futurismo a Torino.

1975 Espone a Mestre, Milano, Como e alla mostra Triveneta di Piazzola sul Brenta. Partecipa al X Convegno Mitteleuropeo a Gorizia sulla pittura tra il 1890e il 1930, con un discorso sui primi vent’anni del Futurismo nella Venezia Giulia,che verrà pubblicato due anni più tardi.

1976 E’ presente ad una mostra di Aeropittura alla Galleria Arco di Como. Al Palazzo Costanzi di Trieste l’Azienda Automa di Soggiorno e Turismo organizza una sua mostra antologica, presentata da Maurizio Calvesi.

1977 Nel suo studio di Milano crea un Centro di documentazione futurista rivolto agli studenti. Espone a Trieste e a Udine tavole di poesia, aeropittura e cartellonismo.

1978 Luciano Chinese cura una mostra di Crali alla Galleria Spazio Due di Venezia. Nella prefazione al catalogo scrive: “Io penso agli aeroplani da quando ragazzino incontrai il piccolo idrovolante che si gongolava vicino alla riva di Zara. Io mi ero fatto grande e pure lui. Divenne più forte, più agile, più veloce, ma restammo sempre vicini, diventammo amici, vivemmo insieme anche momenti di tensione e di entusiasmo. Così lo potei osservare, studiare, capire e parlare con lui come si parla di pittura. Aeroplano e pittura si fusero, diventarono una cosa sola e nacque l’aeropittura. E’ stato l’aeroplano che, come una donna meravigliosa o un poeta, mi ha portato fuori dal terrestre quotidiano. Io non ho mai fatto il volatore di professione ed è perciò che ho mantenuto intatto il mio entusiasmo per il volo e sempre calda la simpatia. In pittura io non considero l’aeroplano come un personaggio, bensì come un fenomeno di forze armoniche in simbiosi con il pilota quindi assai più importante di quanto non si creda e di più vasta, immensa, portata. E’ grazie alle macchine aeree che noi stiamo scoprendo nuovi valori spirituali che scaturiscono dal rapporto UOMO e COSMO. In questo contesto nascono i miei quadri. “Espone i suoi progetti di architettura del 1931 alla XXXVIII Biennale di Venezia.

1979 E’ invitato ad inaugurare il Premio Malatesta di Rimini, dove parla di 140“Futurismo e società di oggi” e chiude l’intervento declamando Marinetti. Tiene una mostra personale alla Galleria del Girasole di Udine. L. Tallarico pubblica sul “Secolo d’Italia” dell’8 dicembre un’intervista intitolata “Crali commesso viaggiatore dell’ideale”.

1980 E’ presente alla mostra “Ricostruzione futurista dell’Universo”, allestita presso la Mole Antonelliana di Torino. All’Università Popolare di Udine svolge il tema “Da Boccioni all’Aeropittura”. La Galleria “Il dialogo” di Milano ospita una sua mostra di Sassintesi; in chiusura della mostra C. Marsan presiede la serata “Omaggio a Crali”, durante la quale viene consegnato al pittore l’Ambrogino d’oro del Comune.

1981 Su proposta di Crali, il direttore della Galleria “Il dialogo” di Milano organizza una mostra sul “Dinamismo sportivo”, nella quale vengono esposti i lavori di Prampolini, Crali e Dottori presentati alle Olimpiadi di Berlino.

1982 E’ presente alle mostre “Anni Trenta” di Milano e alla mostra “Arte e sport” di Firenze. ”Espone a Teramo, Macerata, Rieti e Trieste. A Trieste, in Piazza Vecchia, lancia la Poesia in piazza, con una declamazione notturna delle poesie parolibere di Marinetti. E’ invitato da F.Mauri a partecipare allo spettacolo “Grande serata futurista”, presentato al Teatro Olimpia di Roma e al Teatro Nuovo di Milano. A Palazzo Sormani di Milano espone i suoi Futuristi in linea, immagini di futuristi accanto ai manifesti del Movimento.

1983 Espone progetti di architettura alla mostra Futurama di Torino. Pubblica a tiratura limitatissima la raccolta Parole nello spazio, una trentina di tavole di poesia fra le molte fatte dopo il 1930. Improvvisandosi carpentiere e muratore ricostruisce una vecchia cascina nelle Langhe. Tiene una personale presso la Banca Popolare di Milano. Sulla rivista “Müveszet” di Budapest, Irene Kiss pubblica una sua intervista sull’Aeropttura.

1984 Alcuni progetti architettonici futuristi vengono esposi alla Galleria Fonte d’Abisso di Modena. La Galleria Tribbio di Trieste ospita una sua mostra personale di opere del periodo egiziano. In un’asta a Lione ricompaiono alcuni quadri di aeropittura esposti cinquant’anni prima alle mostre di Parigi e Bruxelles e andati da allora perduti.

1985 Si reca a Latina dove, in occasione su “Futurismo, pittura e poesia” ed “Essenza del Futurismo”. Viene intervistato dalla RAI di Torino assieme all’architetto Rigotti sul tema del Futurismo torinese. E’ presente con un’ampia selezione di opere alla mostra “Frontiere di avanguardia. Gli anni del futurismo nella Venezia Giulia“organizzata dai Musei provinciali di Gorizia.

1986 Su invito della “Società Artisti Comaschi” tiene una conferenza sul tema “Dinamismo plastico e letterario”. F.Derme organizza a Latina una mostra di Sassintesi. A Venezia, in contrapposizione alla mostra Futurismo e futurismi, prodotte tra il 1928 e il 1985, alla Galleria Spazio Due. A distanza di 33 anni dalla loro creazione, gli aerogioielli di Crali vengono esposti con un allestimento aeropittorico alla Fiera del gioiello di Vicenza.

1987 Dipinge teli di 2×1,5 metri “per mettere dentro tutte le scie degli MB339. Arrotolarsi nel cielo tra velocità, macchina, fissità di azzurro. Nessuno ha mai affrontato questa realtà meravigliosa. Non è l’immagine che interessa, è lo stato d’animo da chi da terra si sente in carlinga, dentro alle orbite sgravitate, nel radiodialogo dei comandi irretiti di tattilismi elettronici. Non si può costruire con il cervello, si deve creare intuitivamente. Chi non ama il cielo e la macchina non sa, non può capire. Si può uscire da se stessi? E’ inevitabile ! Mi ritrovo così con due quadri d’alta quota che susciterebbero l’invidia dei primi Futuristi, eppure basta, il cielo è pieno di meraviglie che attendono di essere colte. Non c’è che da buttarsi dentro e cadere, cadere in Caduta nell’infinito. Nessuna ha mai fatto questo viaggio. La strada è spalancata. Il corpo si libera dal peso, acquista spazio, ne è invaso, perde i profili, si colma di luce poi atomo, elettrone, Universo. Non lo so, ma forse sono arrivato per altra strada al limite di un’arte sacra futurista”.

1988 Espone delle litografie di soggetto meccanico alla mostra degli artisti giuliani a Kiev, Riga, Leningrado e Mosca ed è presente ad una collettiva di Arte Giuliana a Melbourne. Presenta sue Strutture aeronautiche ad una mostra dei Maestri dell’arte italiana a Lima, in Perù. Sulla rivista “Periscopio” di Como Crali pubblica un articolo sull’architetto Sant’Elia.

1989 Vengono esposte alcune sue opere alla mostra di Aeropittura di Napoli, che l’anno successivo verrà trasferita a Londra. I suoi progetti architettonici vengono esposti alla mostra “Futurismus und Rationalismus” di Kassel.
Detta a D. Cammarotale sue memorie artistiche, intitolate ‘Con Crali il futurista’, tuttora inedite.

1990 Per una mostra dedicata all’aeronautica, tenutasi a Villa d’Este di Cernobbio, Crali cura la parte del catalogo relativa all’aeropittura Futurista. I lRotary di Gorizia gli conferisce il Premio Aesontius. Collabora con Rebeschini,Salvan e altri all’organizzazione della mostra Futurismo Veneto, realizzata allaCassa di Risparmio di Padova.

1991 Parla del Futurismo e declama poesie di Marinetti in varie serate a Padova, Arese, Milano, e Pavia.

1992 E’ presente, a Trieste, alla II Mostra di pittori dalmati, istriani e giuliani. Partecipa alla mostra “Gegen den Strich” (Controcorrente), sulla moda e gli artisti, allestita al Museo Bellerive di Zurigo e trasferita, l’anno dopo, a Losanna. Collabora con Rebeschini alla retrospettiva su Voltolina a Rovigo. Lavora alle tele Poesia dello spazio, La Bomba e Lomçovak.

1993 Conclude l’opera ispirata alle Frecce Tricolori ‘Poesia dello spazio’, assillato dal “desiderio di realizzare delle sintesi di piloti + paesaggi + strumentazione in acrobazia.

1994 Il Museo di Arte Moderna di Trento e Rovereto gli dedica una grande mostra antologica che ripercorre tutta la carriera artistica di Crali, nella duplice veste di futurista e aeropitture, attraverso i dipinti, le sculture, i polimaterici, le illustrazioni, i manifesti, i progetti architettonici, i bozzetti per abiti etc.; il catalogo, curato da Claudio Rebeschini, include anche una lunga autobiografia di Crali.

1995-2000 Le sue opere sono presenti alle più importanti mostre dedicate al Futurismo, tenutesi a Milano, a Firenze e a Roma. Nel 1997 dona il materiale documentario sul Futurismo, da lui raccolto e ordinato negli ultimi vent’anni di vita, al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Allo stesso museo lascia una quarantina di opere della sua eclettica produzione artistica. Si spegne a Milano all’età di novant’anni, il 5 agosto 2000.

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Tullio Crali – Vertigini e Visioni – Photo Gallery

CATEGORIA ARTISTICA: Pittura

Tullio Crali – Vertigini e Visioni – Video

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Tullio Crali – Vertigini e Visioni – Catalogo

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Di maraviglia, credo, mi dipinsi…

(Dante Alighieri – Purgatorio, Canto II)