Nina Stäehli – Nella testa di Enzo, ovvero Enzo Genesis – Video
CATEGORIA ARTISTICA
AUTORE
EVENTO
SPAZIO ESPOSITIVO
Palazzo Ducale – Torre Grimaldina – Genova
VIDEO
Studio LightBOX e il regista Aleksandr Balagura hanno realizzato due video, nell’ambito della VI edizione di Segrete, e singoli show reel dedicati a ciascun autore della Collettiva, quali contributo alla documentazione della mostra.
Conservando piena obbiettività dell’evento, dove lo spazio espositivo riveste esso stesso un ruolo centrale e fortemente simbolico, risolutivo per le opere esposte; i video realizzati sottolineano il legame essenziale fra memoria, appartenenza collettiva e libera creatività; con il quale ciascun autore, consapevolmente, si confronta ed esprime il proprio pensiero, critico e creativo.
Video-Installazione, 2014
Documentazione fotografica: Luigi Arcangeli, studio LightBOX, 2014
Riprese video: Aleksandr Balagura e Luigi Arcangeli, studio LightBOX, 2014
Montaggio video “Segrete TRACCE di MEMORIA”: Aleksandr Balagura, 2014
Editing video ShowReel “Nella testa di Enzo, ovvero Enzo Genesis”: Barbara Sagripanti, studio LightBOX, 2016
Nella testa di Enzo, ovvero Enzo Genesis – Nina Stäehli
APPROFONDIMENTI
Quando infili al testa nella grossa maschera di cartongesso “Enzo Genesis”, dell’artista Nina Stäehli, il mondo intorno si riduce a qualche indizio luccicante che penetra attraverso le piccole aperture. Dentro, il rumore continuo di sottofondo – una cosa a metà strada tra un ruggito sommesso e un fragore di stoviglie che rotolando su un piano obliquo – ti isolano dal mondo circostante costringendoli in un uno spazio angusto, dove i sensi sono rotti e le cose perdono ogni collegamento con i loro significati. Sei nella testa di Enzo Venezia. Gli scrittori di fantascienza degli anni cinquanta del secolo scorso profetizzavano che l’uomo del futuro avrebbe sviluppato innanzitutto il cervello, nel senso del volume, aumentando così la scatola cranica a dispetto del resto del corpo che, a causa delle nuove tecnologie, si sarebbe progressivamente atrofizzato. Oggi gli scienziati prevedono esattamente l’opposto, ritenendo che l’uso massiccio di tecnologie sostitutive dei processi mentali, andrà a discapito della crescita del nostro cervello. Insomma non diventeremo più intelligenti ma, forse, più stupidi. Con la sua opera Enzo Genesis, Nina Stäehli sembra unire le due profezie consegnando un soggetto dalla testa abnorme ma assolutamente incapace di pensieri coerenti. Ciò che è rotto in “Enzo Genesis” è, come scrive l’artista, anzitutto la capacità di capire il nesso tra le proprie azioni e le loro conseguenze, consegnandoci un individuo privo di consapevolezza, che brancola nel reale come un oggetto tra gli oggetti, privo cioè di quel Dusein che distingue l’essere incarnato nel suo tempo dall’oggetto passivo e manipolabile. Compresso da una testa che lo sovrasta come un peso morto, Enzo Genesis si muove nel reale seguendo esclusivamente le tracce confuse dei suoi pensieri inarticolati e assolutamente impermeabili agli stimoli esterni. La realtà che filtra attraverso le piccole aperture infatti, è un mosaico rotto di cui Enzo non sa cosa farsene. E infatti le sue azioni sono completamente dissociate da ciò che lo circonda. Questa regressione dell’essere razionale che si ritira sempre di più negli spazi angusti del suo mondo autistico, e subentra incapace di comprendere le conseguenze reali dei suoi atti, sembra voler rappresentare il modo con il quale l’essere umano tratta oggi l’esistente. Distruzione sistematica della natura, sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali e del mondo animale, insensibilità nei confronti del dolore altrui, incremento esponenziale degli armamenti.
La forte riflessione che sta alla base di questa opera ci lascia con una domanda inquietante: l’essere umano si stai forse de-evolvendo in “Enzo Genesis”?