Silvio Monti

CATEGORIA ARTISTICA: Installazioni

BIOGRAFIA
Nasce a Borgomanero nel 1938. Ha frequentato la Spolecznos Akademia Uniwersytetu Batorego, è stato allievo di Marian Bohuz Szysko, ha frequentato lo studio di Oscar Kokoschka. Nel 1963 da Londra si trasferisce a Parigi, Bruxelles, Wiesbaden, Dublino, Beyrouth, Roma per poi stabilirsi a Varese.
La sua attività espositiva comincia nel 1962 con una personale alla St. Martins Gallery di Londra e prosegue alla Maison de France a Bayreuth.
Successivamente espone a Milano, Roma, Siena, Ravenna, Ginevra, Bologna. La sua opera continua tuttavia ad essere vista anche in Europa: nel 1978 espone presso la galleria J. P. Lavignes a Parigi, nel 1984 è a Dublino. Nello stesso anno inaugura un progetto di performance e installazioni che vengono esposti al Centro di Cultura Stal Vitale di Osmate, al Castello di Masnago, alla Rocca di Angera, al Teatro Due di Parma.
L’installazione New York Party in collaborazione con il Ministero della Cultura francese è presentato al Park de la Villette di Parigi.
Continua la sua attività espositiva: espone a Osmate, a Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 19897, alla galleria A.Z. di Milano, allo Spazio Cesare da Sesto a Sesto Calende nel 1993. Nel 1995 Pierre Restany presenta l’esposizione El gran bus del mar alla galleria Eos di Milano.
Del 1996 è la mostra Puttart alla galleria Spaggiari di Milano. Del 1999 la mostra Le idee sono rare presso Raffaella Silbernagl, Arte Contemporanea.
Nel 2001 espone Scultures and paintings all’hotel Hilton di Bruxelles replicata nel 2002.
A Bruxelles espone anche nel 2004 presso l’Abbaye de Forest e in Art Basel.
Nel 2003, la collaborazione con Angelo Branduardi per il quale aveva già in precedenza realizzato la copertina dell’album Il ladro e la scenografia del tour seguente, sfocia in Altro e Altrove, una serie di illustrazioni per l’omonimo cd di Branduardi, e in una mostra Viceversa presentata al Castello di Masnago a Varese, alla Coveri Art di Firenze, alla Sala Nervi di Cianciano Terme, alla Chiesa Anglicana di Alassio, al Palazzo Ducale di Mantova e alla Sala Antoniano di Bologna. Partecipa a tutte le date della tournèe di Branduardi realizzando durante ogni concerto una serie di grandi dipinti poi messi all’asta per beneficenza.
Nel 2005 torna alla Coveri Art di Firenze ed espone a Miami.
Sue opere sono esposte presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara, alla Civica Galleria d’arte moderna di Gallarate, al Museo d’arte moderna di Varese, presso il Centro video arte di Ferrara, nella Sala del Senato Accademico dell’Università dell’Insubria di Varese.
Vive e lavora a Varese, via Piemonte 37 – 0332 224689

Per approfondimenti: Silvio Monti – Silvio Monti – Spazio Lavit – VareseL’arte della provincia di Varese

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“Il suo linguaggio pittorico e scultoreo di questi ultimi anni sembra ritornare alle sue origini, utilizzando materiali poveri, quali cartoni, carta, fogli e ritagli di giornale e si concentra su volti, teste dai pochi tratti, sempre più essenziali, paesaggi di volti, volti singoli, o in rilievo, o in accostamenti seriali, fino a formare pannelli di notevoli dimensioni o grandi sculture.”
(cit. L M)

APPROFONDIMENTI

Nell’istallazione di Silvio Monti, pittore e scultore poliedrico, eclettico, che non ama cliché e stereotipi, e per il quale nella realizzazione di un’opera d’arte un certo grado di casualità gioca un ruolo fondamentale (‘La creatività è quella cosa che la scopre dopo averla fatta’, Socrate ), almeno per il suo personale approccio e non-metodo artistico, siamo al cospetto di opere in cartapesta, teste, che scrutano, indagano, osservano dall’interno del loro mondo stravolto e in dissoluzione. Le sue opere di questi ultimi anni sono ammantate sempre di un’aura di indefinitezza, di arcaicità, di codici e di simboli, che non saprei decifrare se non altrimenti con l’abilità, il desiderio intimo, di Monti nel volere coinvolgere sempre il visitatore con le sue invenzioni, plasmando enigmi intimi dell’animo umano – vivere assumendo altre identità ( L’autore implicito, O. Pamuk). Il suo linguaggio pittorico e scultoreo di questi ultimi anni sembra ritornare alle sue origini, utilizzando materiali poveri, quali cartoni, carta, fogli e ritagli di giornale e si concentra su volti, teste dai pochi tratti, sempre più essenziali, paesaggi di volti, volti singoli, o in rilievo, o in accostamenti seriali, fino a formare pannelli di notevoli dimensioni o grandi sculture.
Le teste dai volti silenziosi sono in attesa, con negli occhi un’espressione da animale selvatico, sospettoso, che avverte una trappola. La tradizione e la parola non hanno segni e simboli per la nuova realtà che li circonda. Nel loro cuore la consapevolezza di una miriade di spine, di inquietudini e incredulità. Come se l’intera esistenza di frantumasse, e l’anima fuggisse via, tra ombre e sogni e una moltitudine di inferni, tragedie, angosce e malinconia. Queste teste al suolo sembrano aspettare il loro turno. Sebbene nessun suono arrivi al nostro cervello, tra luci e ombre, questi individui non smettono di raccontare, ricordare, sognare. E allora apriamo i nostri cuori, le nostre orecchie e i nostri occhi: ” La morte la voglio seria, la morte la voglio terribile, e che il punto più terribile sia quando non c’è più da temere se non il nulla. /Sarebbe ancora più difficile morire, se si sapesse che si continua a durare; ma obbligati al silenzio./Si può toccare un singolo uomo l’infelicità di tutto il mondo, e finché non lo si dà per spacciato nulla è perduto, e finché egli respira, respira il mondo…”
(da “La provincia dell’uomo”, Taccuino 1943, Elias Canetti ).

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Silvio Monti – Angosce e malinconie oltre la soglia del visibile – Photo Gallery

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Silvio Monti – Angosce e malinconie oltre la soglia del visibile – Video

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Di maraviglia, credo, mi dipinsi…

(Dante Alighieri – Purgatorio, Canto II)